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High Dynamic Range o HDR


Il termine HDR sta per High Dynamic Range.

In pratica, l'idea originale alla base della fotografia HDR nasce dalla spinta a superare il limite della gamma dinamica offerta dal sensore della fotocamera.

L'occhio umano infatti è capace di gestire una gamma di contrasto enormemente più grande di quella di qualunque (attuale) macchina fotografica [24 stop stimati per un essere umano, contro quasi sempre meno di 10 per qualunque sensore].

Questo fa sì che, di fronte a scene molto contrastate, molto spesso l'immagine che si presenta a occhio nudo sia estremamente affascinante: è tipico l'esempio del tramonto, con il cielo infuocato e un misto luci rossastre, bluastre e soffuse a illuminare il suolo.

Al contrario, l'immagine ripresa dalla macchina fotografica perde completamente di atmosfera e profondità: stesso tramonto, ma nella foto appare un cielo mezzo bruciato e il terreno sottoesposto in una groviera di ombre bucate.

Questo effetto è ancora più accentuato se fotografi con il cellulare, o comunque con una fotocamera con il sensore molto piccolo, che per motivi tecnici è dotato di una gamma dinamica ridotta.

Quando succede hai tre possibilità: 1. Non scatti la fotografia 2. Decidi di "esporre per il cielo", creando una silhouette, che ti fa perdere completamente il dettaglio nella parte più scura dell'immagine, ma ti permette di valorizzare le sfumature delle alte luci. 3. Utilizzi l'HDR.

Come funziona?

La fotografia digitale mi offre la possibilità di fondere con relativa facilità scatti diversi.

Quindi, io posso prendere un'immagine in cui sia stato esposto correttamente il cielo e un'altra in cui sia stato esposto correttamente il suolo.

Poi le combino insieme.

E così, tenendo di ciascuna delle due immagini sorgente originali solo la parte esposta correttamente, posso generare un'immagine "chimera" che in qualche modo unisce la gamma dinamica dei due fotogrammi iniziali creandone una più ampia.

Di fatto, questo corrisponde a estendere il range dinamico della ripresa: HDR.

Eccezionale, no?

La risposta è sì. La fotografia HDR offre delle potenzialità uniche, soprattutto per le fotocamere dotate di microsensori.

Ti permettere di azzardare delle riprese prima impensabili. E di gestire con relativa facilità delle condizioni di luce letteralmente impossibili con tecniche standard.

Eppure, l'HDR ha una pessima nomea tra gli amatori evoluti. Perché?

Perché come con tutte le manipolazioni, il rischio è di esagerare, creando delle immagini artificiose, che gli anglossassoni definiscono overcooked (termine che mi pare renda benissimo l'idea), stracotte.

In queste immagini, il senso della fotografia si perde, perché dominato dal metodo di manipolazione.

Ma l'HDR non è uno stile. E' una tecnica.


E deve aiutarti a ottenere l'immagine che TU desideri. Non devi essere TU a dover sottostare alle sue (quelle dell'HDR) imposizioni.

Uno strumento, come il diaframma per gestire la profondità di campo, o il tempo di scatto per avere il controllo del mosso. Nulla più di questo.

Ma perché ls tecnica HDR soffre più di altre di questo problema di artificiosità?

Beh, sostanzialmente perché è più complessa da gestire, dunque sono nati tutta una serie di strumenti (software) per permettere anche al pubblico non tecnico di farne uso.

E, come sempre succede, quando è lo strumento a prendere il controllo monta il rischio di artificiosità e omologazione.

usa l'HDR ma fai attenzione a quattro cose:

Puoi usare la funzione predefinita della tua fotocamera o del telefonino, ma se ti interessa davvero questa tecnica, impara a gestirla direttamente, registrando i singoli scatti in bracketing e poi utilizzando un software dedicato per fondere le immagini.

Evita i preset, che sono studiati apposta per esagerare gli effetti in modo da renderli immediatamente percepibili al primo sguardo. Il vero uso dell'HDR è un gioco di fino. La sfida è creare un'immagine efficace, della quale non si riesca a dire se è stata realizzata in HDR o no.


A meno che questo non sia un elemento caratterizzante del tuo progetto, non cercare effetti evidentemente irrealistici (per esempio nuvole nere in un cielo soleggiato d'estate) che rendono immediatamente la tua immagine poco credibile.

Attenzione a non "appiattire" troppo l'immagine. La possibilità di tirare su le ombre e abbassare le luci all'infinito, può portarti alla tentazione di avere tutto perfettamente "illuminato". Ma ricordarti che le ombre danno profondità all'immagine. Un'immagine piatta è un'immagine poco interessante. Quindi non esagerare, a volte delle ombre (o delle luci) poco leggibili sono necessarie allo scopo.

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