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La "Composizione Fotografica"


Se provi a fare un giro online, cercando "composizione fotografica", vedrai che nella maggior parte degli articoli che trovi ti verrà detto che è importante comporre l'immagine per:

Mettere in risalto il soggetto principale della nostra ripresa "Pulire" l'inquadratura, e quindi rendere l'immagine più efficace e accattivante

Ca va sans dire, entrambe le affermazioni sono vere.

Un'immagine ben composta infatti, di certo deve permettere a chi la osserva di "leggere" con chiarezza il soggetto principale e, allo stesso tempo, risulterà il più possibile scevra di elementi di disturbo che possano diluirne l'efficacia grafica.

Ma, se posso dirti la mia, questa non è che la superficie, la punta dell'iceberg che affiora dai flutti. Certo, ogni fotografia dovrebbe essere ben inquadrata ed evitare di inserire inutili elementi di disturbo all'interno della scena.

Però, componendo con consapevolezza puoi fare molto più di questo.

Attraverso la composizione puoi fornire all'osservatore la "chiave di lettura". Puoi comunicare il vero intento della fotografia che stai scattando.

E ti assicuro che tutto questo non ha davvero nulla a che fare con le cosiddette "regole della composizione" (regola dei terzi in cima alla lista) che ti vengono propinate da ogni dove.

Un po' di confusione? Andiamo con ordine.

Riduci ai minimi termini un'immagine fotografica. Cosa ti resta?

Due elementi base: Le linee - dove per linea intendiamo una serie di punti allineati, che contrastano in modo apprezzabile e più o meno costante con una corrispettiva serie di punti adiacenti. Le sfumature - serie di punti le cui tonalità digradano in modo progressivo in termini di colore o di luminosità (o di entrambi).

Tutto qui.

Se ci pensi, puoi ricondurre qualunque immagine fotografica a una miscela di questi due elementi fondamentali.

I quali poi si possono combinare per dare origine a sovra-insiemi più complessi: Per esempio, una linea può essere il contorno di un oggetto. E una linea "contorno" può delimitare una serie di sfumature che definiscono una forma. E così via.

Mi interessa sottolineare il fatto che, sfruttando coerentemente i diversi elementi della composizione possiamo posizionare la nostra immagine tra due estremi di un immaginario gradiente di atmosfere emotive: A un estremo la quiete, l'equilibrio, la staticità, l'armonia, la pace, la delicatezza. All'altro estremo il dinamismo, l'instabilità, la tensione, la forza, fino ad arrivare alla violenza.

Molto, se non tutto, si gioca a questo livello.

Dunque, invece che focalizzarti su regole astruse e spesso pretestuose, prova a leggere l'immagine che stai componendo in questa chiave. Cerca di allineare la composizione con l'atmosfera che vuoi trasmettere.

Vedrai che fin da subito inizierai ad accorgerti che le tue fotografie possono diventare molto più potenti ed efficaci, e coerenti con il tuo intimo intento di fotografo.

Come si fa?


La geometria delle linee principali della tua immagine gioca un ruolo fondamentale, coadiuvata dai contrasti (cromatici e/o di luminosità) e dalla quantità e qualità degli elementi non nitidi all'interno dell'immagine (mosso e sfocato).

Proviamo a vedere insieme in che modo.

1. La quiete Introduci quiete nell'immagine quando dominano i motivi orizzontali. L'inquadratura orizzontale, con l'orizzonte dritto, è di per sé un forte elemento di comunicazione di staticità ed equilibrio. Se poi sono presenti nell'immagine altre direttrici orizzontali queste rinforzano ulteriormente il messaggio.

Inoltre, comunicano quiete ed equilibrio le linee rette o le curve sinuose.

E poi le simmetrie. Un'inquadratura simmetrica, che si tratti di simmetria orizzontale (di più) o verticale (un poco meno) tende a comunicare armonia ed equilibrio (ma attenzione, anche staticità e noia).

Lo stesso vale per le linee parallele, e le inquadrature "dritte" senza evidenza di fuga prospettica.

Ovviamente il tutto è esaltato dai bassi contrasti, dai colori tenui, dai toni chiari.

E poi dallo sfocato. Lo sfocato, al contrario del mosso, trasmette impalpabilità e inconsistenza. Se è una lieve perdita di nitidezza può anche comunicare morbidezza e levigatezza.

Cosa significa in pratica tutto questo?

Che se per esempio riprendi con focali lunghe, inquadratura orizzontale, tempi di scatto brevi (che evitino il mosso, a prescindere dalla presenza di soggetti in movimento), introducendo elementi di simmetria nello scatto, la tua fotografia tenderà ad apparire asettica, distaccata.

A volte potrà sembrare quasi un'opera grafica, che magari tenda al bidimensionale, riducendo al minimo o addirittura annullando la percezione di profondità dello spazio.

Comunque tenderà ad essere lontana dal sangue e dal sudore della vita vissuta. Magari più metafisica. O surreale. O magari comunicherà un senso di straniamento e desolazione. O uno stato mistico di nirvana.

2. La tempesta Le sensazioni di dinamismo e di tensione sono legate primariamente alle linee oblique (che tendono a "cadere").

Dunque linee convergenti, prospettive distorte e, soprattutto, diagonali.

Se inserisci questo tipo di dominanti nella tua inquadratura sai già che indurrai una percezione di dinamismo, di tensione, di forza (ma anche di squilibrio, di incompiutezza).

Nella stessa direzione vanno le linee spezzate, a zig-zag, e poi i contrasti spinti, i colori saturi, e i toni scuri.

E ovviamente il mosso. Sia che si tratti di soggetti in movimento che di panning, o anche di ICM (intentional camera movement), il mosso è sempre simbolo di dinamismo.

Quindi, se forzi la distorsione prospettica inquadrando da vicino con un grandangolo spinto e introduci diagonali dominanti su un'inquadratura verticale o (ancora di più) obliqua;


Se riprendi con tempi di scatto lunghi soggetti in movimento, o muovi intenzionalmente la fotocamera durante lo scatto;

Se inclini la fotocamera verso il basso o verso l'alto, aumentando la convergenza di linee che in natura sono parallele; eccetera...

In tutti questi casi otterrai un'immagine che trasmette dinamismo, forza, instabilità. Eventualmente caos, o addirittura violenza. Certo non quiete ed equilibrio.

3. La brezza E' chiaro che nella maggior parte dei tuoi scatti queste due anime coesisteranno.

L'esempio più immediato ed eclatante sono le linee rette e parallele verticali. Così come le inquadrature verticali con ottiche normali o tele.

Siamo a metà: Non statiche come un'inquadratura orizzontale e simmetrica, con l'orizzonte che taglia a metà l'inquadratura; Ma nemmeno dinamiche come l'inquadratura obliqua di un'auto in corsa che lascia la scia sul nostro sensore.

Il verticale comunica equilibrio (se le linee sono dritte), ma anche un certo grado di instabilità, perché basta poco per renderlo obliquo e quindi "cadente".

E può essere spinto più in una direzione o più nell'altra, a seconda di come lo combini con gli altri elementi a cui abbiamo accennato sopra.

Tutto qui.

Ti sembra riduttivo?

Prova a farci attenzione. Ti garantisco che ti stupirai di quanta "emotività" può essere veicolata da questi semplici simboli primordiali.

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